"Un giovedì la civetta incontrò il mandarino.
Le pupille gialle si fecero spirali e la civettina fu subito madre, amante, figlia, strega, moglie, nutrice, bimba, locandiera, regina, balia, aviatrice, capo- ralmaggiore, danzatrice classica e musa. Come molti tra i maschi egli non si avvide del grazioso rapace femmina che lo guatava. L’ignaro mandarino sonnicchiava sulla pianta che lo aveva generato insieme ai suoi consanguinei. La maturazione era ormai completa, la buccia risplendeva di un colore arancio intenso, dai pori si sprigionava un delicato profumo di agrume."

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